
01 Apr Esodati o meno, a partire dal 2027 tre mesi in più per andare in pensione
I dati diffusi nella giornata del 31 marzo sul “meccanismo di adeguamento all’aspettativa di vita” in Italia dall’Istat certificano una crescita della speranza di vita a 65 anni, salita nel 2024 a 21,2 anni. Si tratta del dato più alto da quando esistono le serie storiche e la conseguenza diretta si riflette sull’età pensionabile, che riceve un automatico aumento a partire dal 2027. Se non ci saranno correzioni governative in corsa, occorreranno 67 anni e tre mesi per uscire dal lavoro con la pensione di vecchiaia, 43 anni e un mese di contributi per avere diritto alla pensione anticipata. In entrambi i casi, si tratta di un aumento di tre mesi.
Esattamente quello che aveva denunciato poter succedere la Cgil nei giorni scorsi: il sindacato aveva lanciato l’allarme sul rischio di 44mila esodati. E’ circa il numero di persone che sono usciti dalle loro aziende con accordi di iso-pensione, con scivoli fino a sette anni, espansione o solidarietà. Lavoratori che si sono basati sui requisiti attuali e che ora rischiano di restare, a causa dell’aggiornamento automatico dal 2027, senza reddito e contributi per tre mesi, in attesa della pensione.
Il calcolo è abbastanza semplice: si deve paragonare il biennio 2023-2024 con il 2021/2022, confronto sul quale si basa l’adeguamento nel 2027 dell’età, per vedere che c’è stato un incremento di sette mesi. Da questi vanno tolti i quattro mesi di riduzione registrati durate la pandemia a causa dell’aumento della mortalità nella fascia più anziana della popolazione. E’ stata paventata l’intenzione del Governo di intervenire per bloccare l’aumento dell’età pensionabile. Senza correzioni, per l’applicazione dell’aumento è previsto un decreto del ministero dell’Economia che andrà fatto entro quest’anno. L’esecutivo starebbe preparando un intervento per fare sì che l’età di vecchiaia resti a 67 anni e i contributi necessari per la pensione anticipata indipendentemente dall’età restino a 42 anni e 10 mesi.
Nel 2024 la speranza di vita a 65 anni è stata di 21,2 anni, in aumento rispetto ai 20,9 anni registrati nel 2023. È il dato più alto dall’inizio delle serie storiche pubblicate dall’Istat (2002) superando anche la rilevazione del 2019 (21 anni). Nel biennio 2023/2024 la speranza di vita a 65 anni è stata in media di 21,03 anni, in aumento di 0,61 punti sul biennio precedente, dato questo che tradotto in mesi significa una crescita di oltre sette mesi. Ma da questi sette mesi vanno tolti i quattro mesi di calo della speranza di vita registrati durante la pandemia portando l’aumento applicabile ai requisiti per l’età pensionabile nel 2027 a tre mesi (tre mesi è anche l’aumento massimo che si può applicare in un biennio).