Obbligo di polizza assicurativa per rischi catastrofali: le imprese agricole escluse

Obbligo di polizza assicurativa per rischi catastrofali: le imprese agricole escluse

Nel 2015 l’Italia ha registrato 60 eventi meteo estremi, un numero che nel 2024 è cresciuto a 351, quasi uno al giorno. Questi eventi includono 134 allagamenti dovuti a piogge intense, 62 casi di danni causati dal vento, 46 esondazioni fluviali, 34 episodi di siccità prolungata, 30 grandinate e 19 frane provocate da forti piogge. Questi dati emergono dall’Osservatorio Città Clima, un rapporto redatto da Legambiente in collaborazione con Unipol.

Questi cambiamenti climatici rappresentano un rischio significativo per le strutture e i beni delle imprese, motivo per cui dal 31 marzo 2025 entra in vigore l’obbligo per le imprese di sottoscrivere una polizza assicurativa contro i rischi catastrofali. Tale obbligo, previsto dalla legge di bilancio 2024 (legge 30 dicembre 2023, n. 213, articolo 1, commi 101-112), si applica alle imprese con sede legale in Italia o con una stabile organizzazione nel Paese, anche se la sede legale è all’estero. Le imprese interessate devono inoltre essere iscritte alla Camera di commercio. Un emendamento presentato al Decreto Bollette, attualmente in discussione in Commissione alla Camera, ha mirato a rinviare questo termine di sette mesi, a fine ottobre, ma come altri è stato respinto e non ci sono tempi tecnici per approvare una misura che posponga l’obbligo.

Sono escluse da questo obbligo le imprese agricole, poiché per loro è stato istituito un fondo mutualistico nazionale con la legge di bilancio 2022. Questo fondo, co-finanziato dallo Stato e alimentato da contributi volontari, risarcisce i danni causati da alluvioni, gelo, brina o siccità, senza necessità di una polizza privata. Inoltre, le imprese che possiedono immobili con abusi edilizi sono escluse dall’obbligo, poiché difficilmente troverebbero compagnie disposte ad assicurare tali edifici.