Un bonifico a parenti o amici può attirare l’attenzione del Fisco

Un bonifico a parenti o amici può attirare l’attenzione del Fisco

Eseguire un bonifico bancario a favore di parenti o amici è ormai una consuetudine, specialmente in occasione di eventi significativi come matrimoni, lauree o celebrazioni importanti. Questo metodo di trasferimento di denaro è rapido, sicuro e facilmente verificabile, grazie anche alla diffusione dei servizi di home banking. Tuttavia, ciò che può sembrare un’operazione semplice e priva di rischi potrebbe, in realtà, comportare alcune criticità fiscali, soprattutto nel caso di errori nella formulazione della causale del bonifico.

Uno degli errori più comuni, ma spesso sottovalutati, riguarda proprio la scelta della causale del bonifico. Inserire un messaggio affettuoso o generico, come “auguri”, “grazie di tutto” o “con affetto”, potrebbe sembrare innocuo, ma rischia di destare sospetti da parte del Fisco. Quest’ultimo potrebbe interpretare il trasferimento come un pagamento non dichiarato o parte di un’attività economica non regolamentata. Ma anche una causale corretta potrebbe insospettire il Fisco, e far diventare oggetto di controllo l’ordinante. E attenzione alla balzana idea di non scrivere nulla nella causale: essa è obbligatoria! Al contrario conviene fornire informazioni dettagliate che rendano meno “sospettosa” la natura del bonifico stesso, specialmente se non c’è grado di parentela.